Comunicato Stampa dalla valle che resiste e non si arrende – 24 ottobre 2011

PIENO SUCCESSO DELLA MANIFESTAZIONE NO TAV “DIAMOCI UN TAGLIO”

NONOSTANTE LA CRESCENTE MILITARIZZAZIONE DELLA VALLE DI SUSA, MIGLIAIA DI MANIFESTANTI HANNO RAGGIUNTO IERI IL PRESIDIO NO TAV DELLA VAL CLAREA A POCHI METRI DALLE RETI DEL CANTIERE CE NON C’È (*1)

Alla fine è andata come deciso, come peraltro è sempre accaduto nella storia del Movimento No TAV di questi 20 anni. Diamoci un taglio è stata un’iniziativa pensata, discussa, condivisa da tutte le anime del movimento No TAV che ieri ha partecipato in massa (oltre 15.000 i partecipanti) con la consapevolezza e la determinazione che la Valle di Susa sa metterci.
La tanto attesa notizia della presenza di black bloc, di scontri con la polizia, di tafferugli è andata delusa. E’ stata invece realizzata una giornata di lotta che ha saputo infrangere i divieti con un’azione di disobbedienza civile di massa, senza timori nonostante l’esibizione muscolare della Prefettura, le parole di Maroni e tutto il polverone mediatico alzato verso la Valle Susa dopo i fatti di Roma del 15 ottobre.
Quella che era stata definita zona rossa è stata invasa da migliaia di cittadini dimostrando la volontà di una popolazione che non si fa piegare dai diktat della casta e della lobby del tav.
E’ vero, le reti del cantiere che non c’è non sono state tagliate: è stato deciso che il superamento degli sbarramenti delle forze dell’ordine era l’obiettivo della giornata, dimostrando che il territorio è nostro alleato e non si può rinchiudere una montagna tra recinzioni e manganelli.
Nessun merito hanno avuto Prefettura, Questura, politici che si fregiano invece nei loro comunicati stampa di aver saputo controllare il territorio.
Noi non avevamo dubbi, denunciamo anzi l’asfissiante controllo ai caselli della tangenziale e nelle strade della valle, sintomo chiaro della militarizzazione che avanza (*2). Non ci abitueremo mai al peggio e contrasteremo la presenza dei militari in atto sempre e in ogni sede perché illegittima.
Il successo è tutto nostro, di tutto il popolo No TAV, al quale non si può che augurare lunga vita !
Ringraziamo il popolo della Valle Susa e tutti quelli da ogni parte del nostro paese e da vari paesi del mondo da anni ci sostengono, tutti insieme siamo parte di questo grande movimento popolare e insieme continueremo la lotta per impedire il tav e cacciare le truppe di occupazione.

(1) Quest’area viene definita il “cantiere che non c’è” perché non è possibile definire cantiere l’area attualmente recintata nel la località La Maddalena di Chiomonte da nessun punto di vista tecnico amministrativo. Si tratta semplicemente di un terreno trasformato in caserma, il costo degli enormi i lavori di recinzione di tipo militare finora realizzati non potrà neppure essere addebitato all’Unione Europea, co-finanziatrice dello scavo del tunnel geognostico.
(2) Cfr. Art. 108 bozza provvisoria del Decreto Legge di Sviluppo del 24 ottobre 2011

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