Incontro sulle fabbriche autogestite il 23

Giovedì 23 novembre, dalle 18.00 alle 20.00, si terrà allo Stranamore un incontro con Leonard Mazzone e Fabrizio Galliano, sul tema delle fabbriche recuperate e autogestite dai
lavoratori (vi allego un testo con qualche informazione in più).
Siete naturalmente tutti invitati a venire e a far circolare la notizia tra i vostri contatti.


Dalla crisi economico-finanziaria a oggi si sono moltiplicate le esperienze di fabbriche recuperate dai lavoratori. Designati con l’acronimo “W.B.O.”, i protagonisti di questo fenomeno in crescita sono lavoratori che hanno acquistato la maggioranza o la totalità del capitale sociale della loro azienda in procinto di chiudere o di de-localizzare gli impianti produttivi.

Il fenomeno non è rimasto confinato al Sud America, dove le empresas recuperadas por sus trabajadores (ERT) hanno dimostrato per prime la possibilità di una organizzazione efficiente del lavoro cooperativistico a seguito di una proprietà e di una gestione private. Nell’arco di soli sette anni, fra il 2007 e il 2014, esperienze simili si sono raddoppiate in Italia, passando da ottantuno a centoventidue WBO attivi, con importanti risultati in termini di salvataggio di posti di lavoro nei periodi di gravi difficoltà economiche. Dal rapporto «Le imprese recuperate in Italia» redatto nel 2015 da Euricse risulta che il fenomeno ha riguardato prevalentemente piccole e medie imprese, tra cui in particolare aziende aventi da 10 a 49 dipendenti (quasi il 70 per cento), da 50 a 249 dipendenti (poco più del 22 per cento) e con meno di 10 dipendenti (quasi il 7,5 per cento), risultando solo due le imprese con oltre 250 dipendenti. Le risorse destinate dal Ministero dello sviluppo economico alla partecipazione nella società CFI nel periodo 2007-2015 sono pari a 84 milioni di euro e hanno generato un ritorno economico per lo Stato stimato in 576 milioni di euro, pari a 6,8 volte il capitale impiegato, considerando le imposte pagate dalle imprese e dai lavoratori e il minore utilizzo degli ammortizzatori sociali.

Le fabbriche recuperate si sono rivelate una necessità per chi rischiava di perdere il lavoro e di vedere condannata la propria professionalità all’esclusione più o meno permanente dal mercato del lavoro. Si tratta di capire se e fino a che punto i WBO possano rappresentare anche uno degli ambiti d’azione virtuosi di una forza politica di sinistra, capace di coniugare la profondità della diagnosi sulla trasformazione del mondo del lavoro e la radicalità delle proposte avanzate con la concretezza degli interventi politici e delle soluzioni da condividere con chi rischia di perdere il posto di lavoro.

Giovedì 23 novembre alle h. 18 sarà un’occasione per conoscere meglio questo fenomeno assieme a chi l’ha studiato e vissuto in prima persona. Saranno presenti Fabrizio Galliano della Cartiera Pirinoli di Cuneo, uno dei protagonisti delle recenti fabbriche recuperate in Italia e Leonard Mazzone, assegnista di ricerca presso l’Università di Firenze e militante del Collettivo Onirico, che ha recentemente avviato un progetto per la costruzione di una Rete nazionale delle imprese recuperate.

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