Auguri

Auguri a tutte e tutti in particolare a Chiara, Claudio, Mattia e Nicolò che finalmente possono ritornare a casa ( anche se per adesso ai domiciliari).

Ci aspetta un 2015 come al solito molto impegnativo ma ci saremo…Intanto segnatevi sulla nuova splendida agendina dell’ALP/Cub VENERDì 16 GENNAIO per una serata con un gruppo di Kurdi che ci aggiorneranno sulla loro complicata e nuova situazione.

ci troveremo a Stranamore e viconfermeremo gli orari ma presumibilmente dalle 18 alle 20 la serata con un gruppo della comunità Kurda di Torino e poi qualcosa di buono tutti assieme.

Auguri

Enrico

Il successo dell’assemblea dell’8 novembre a Firenze: resoconto e risoluzione approvata

RESOCONTO DELL’ASSEMBLEA DELL’8 NOVEMBRE A FIRENZE CONTRO IL JOBS ACT E CONTRO L’ACCORDO VERGOGNA SULLA RAPPRESENTANZA

Sul sito www.coordinamentonoausterity.org tutte le foto dell’assemblea, i saluti internazionali e un contributo contro il maschilismo delle Donne in lotta di No Austerity

Sabato 8 novembre a Firenze circa 120 attivisti sindacali provenienti da tante situazioni di

lotta di tutto il Paese, oltre a studenti, disoccupati, compagne e compagni di tante realtà

politiche e sociali di tutta Italia, si sono riuniti per dire no a Jobs Act, Legge di Stabilità,

accordo della vergogna e leggi razziste.

Erano presenti in sala ed hanno partecipato al dibattito delegati di realtà sindacali territoriali

diverse – Cub, Usi, Si.Cobas, Fiom, sinistra Cgil – uniti nella volontà di costruire un percorso

comune di lotta e resistenza agli attacchi del governo e dei padroni. Un risultato straordinario

e unico nel panorama sindacale italiano, usualmente caratterizzato da una forte

frammentazione.

Un dibattito partecipato e internazionale

Erano seduti al tavolo della presidenza Sandro Bruzzese dell’Usi (unica confederazione

sindacale nazionale che ha aderito, per ora, alla campagna promossa da No Austerity), Ivan

Maddaluni (ferroviere della Cub Trasporti Toscana), Patrizia Cammarata (rsu del Comune di

Vicenza) e Fabiana Stefanoni (del coordinamento nazionale di No Austerity).

Il dibattito – introdotto da una relazione di Ivan Maddaluni e concluso da Fabiana Stefanoni –

è stato molto partecipato, con interventi di delegati delle seguenti realtà: coordinamento No

Austerity, Confederazione sindacale Usi, Flmuniti Cub Parma, rsu Cub Cobas Telecom

Puglia, Allca Cub Bolzano, Si.Cobas Bergamo, Associazione Lavoratori Pinerolesi, Fisac Cgil

Cremona, Cub Toscana, Rsu Bordo 47 Trenitalia, Licenziati politici Esselunga di Pioltello, Il

sindacato è un’altra cosa-opposizione Cgil Cremona, rsa Fiom Ferrari, Cub Sur nazionale,

attivisti Cub Vicenza, Cub Sanità di Salerno e Firenze, Cub Telecom Toscana, operai del

presidio Dielle di Cassina de’ Pecchi, studenti dei collettivi, coordinamento disoccupati

milanesi, Associazione donne immigrate, Donne in lotta di No Austerity, ecc.

Pur non avendo aderito all’assemblea, anche il Si.Cobas nazionale ha portato un contributo

al dibattito con un intervento di Fabio Zerbini.

Molto applaudito l’intervento di Cacau Pereira, responsabile esteri della Csp Conlutas del

Brasile, che ha portato i saluti del suo sindacato e della Rete Sindacale Internazionale di

Solidarietà e di Lotta (a cui aderisce anche il coordinamento No Austerity, insieme con

centinaia di sindacati conflittuali e comitati di lotta di tutto il mondo). Sono stati letti anche i

saluti del sindacato di base francese Solidaires e dei Co.Bas di Spagna, che ci hanno

incoraggiati a proseguire sulla strada dell’unità delle lotte, sia in Italia che su scala

internazionale, ribadendo il loro sostegno alla campagna contro l’accordo della vergogna e

contro il Jobs Act.

Le decisioni dell’assemblea

L’assemblea ha ribadito con fermezza la contrarietà all’accordo vergogna sulla

rappresentanza siglato il 10 gennaio 2014, che intende smantellare qualsiasi libertà

sindacale e agibilità per tutti i sindacati che non accettano di diventare complici dei padroni.

E’ stata discussa e approvata all’unanimità una risoluzione per proseguire unitariamente la

lotta contro Jobs Act, Legge di Stabilità, razzismo e accordo della vergogna, con l’impegno di

tutte le realtà presenti a portarsi solidarietà reciproca: una dimostrazione della volontà di

proseguire con determinazione la battaglia contro queste misure che attaccano frontalmente

il sindacalismo conflittuale e il diritto di sciopero, misure attraverso cui padroni e governo

cercano di indebolire le lotte dei lavoratori.

L’assemblea ha anche fatto appello – sia nella risoluzione votata sia negli interventi dalla

presidenza e della platea – a promuovere e rafforzare lo sciopero generale e sociale del 14

novembre, proclamato dal sindacalismo di base (e dalla Fiom nel Nord Italia), dagli studenti,

dai comitati dei precari e dei disoccupati, dai movimenti di lotta (“strike meeting”): una

giornata fondamentale per rafforzare l’opposizione di classe al governo Renzi.

Sono infine stati votati due ordini del giorno, uno in solidarietà agli operai metalmeccanici

della Embraer di Sao José dos Campos del Brasile, che sono in sciopero a oltranza a difesa

del salario, e uno contro la repressione delle lotte, in solidarietà ai tanti lavoratori che

subiscono la repressione poliziesca, tra cui gli operai dell’Ast e i lavoratori della logistica.

La giornata si è conclusa nell’entusiasmo di tutti i compagni presenti per aver rafforzato un

percorso di unificazione delle lotte, difficile ma imprescindibile per creare i rapporti di forza

necessari per respingere gli attacchi del governo e rafforzare un’alternativa di lotta alla

violenza del sistema capitalistico.

No Austerity – Coordinamento delle Lotte

La risoluzione votata all’unanimità dall’assemblea

Il governo Renzi sta attaccando violentemente il tessuto sociale di questo Paese e tutti i diritti

fondamentali ed universali. Il Jobs Act ridimensionerà ulteriormente l’articolo 18, già

fortemente messo in discussione dalla “riforma Fornero” del governo Monti, con l´appoggio

del Pd e l’avallo delle direzioni dei sindacati collaborativi.

Se il Jobs Act diventa legge, eventuali assunzioni a tempo indeterminato saranno prive di

tutela di legge perché alle aziende sarà concessa la libertà di licenziare senza alcuna

motivazione. Il lavoratore diventerà una merce a uso e consumo del mercato del lavoro.

Gli occupati a tempo indeterminato/determinato non potranno avere nessuna garanzia per il

futuro e ciò genererà solo disoccupazione e sotto-occupazione.

L´art.18, che già è stato riformato dalla Fornero, deve essere ripristinato nella sua versione

iniziale e deve essere esteso a tutti i lavoratori di grandi e piccole aziende.

Ma non è solo l’articolo 18 ad essere messo in discussione col Jobs Act:

* peggiora l’erogazione degli ammortizzatori sociali, a vantaggio delle aziende e a svantaggio

dei lavoratori;

* verrà introdotto un sistema di spionaggio dei lavoratori tramite telecamere;

* le mansioni degli operai potranno essere modificate a piacimento dei padroni;

* le agenzie interinali (alcune gestite dai sindacati collaborativi) riceveranno compensi dallo

Stato;

* è prevista una nuova sperimentazione di un orario minimo applicabile, sul modello delle

cooperative del ministro Poletti;

* viene rivista la legge 104, con un aggravio per lavoratori (che dovranno “scambiarsi”

vicendevolmente delle ore per poter assistere i famigliari).

Parallelamente la Legge di Stabilità prevede più di 4 miliardi di tagli:

* tagli a sanità, trasporti, servizi sociali;

* blocco degli scatti stipendiali per i lavoratori pubblici fino al 2015 (blocco da cui sono esclusi

non a caso solo poliziotti, militari e diplomatici, cioè funzionari del governo);

* aumento dell’iva (e quindi del costo della vita);

* sgravi fiscali ingenti per le imprese;

Il baratto!

* 80 euro di sgravi fiscali in busta paga, forse anche per il prossimo anno 2015 (che non

riguardano, tra l’altro, tutti i lavoratori);

* 80 euro di mini-bonus al mese per le neo-mamme: una presa in giro per le donne

lavoratrici, su cui ricade spesso un doppio lavoro (tanto più di fronte allo smantellamento dei

servizi pubblici come asili, mense, ecc.);

* il Tfr in busta paga, che sono sempre soldi dei lavoratori che il Pd e Renzi fingono di

regalarci, a vantaggio della loro propaganda elettorale.

Intanto

* Aumenteranno o saranno tagliati i servizi, quali: sanità, trasporti, scuola, asili, università, Iva

e tasse comunali, provinciali e regionali.

Razzismo e attacchi agli immigrati

Tutto questo avviene in un quadro di pesanti attacchi ai lavoratori immigrati, con

l’inasprimento di politiche razziste e di esclusione:

* leggi razziste che uccidono i nostri fratelli immigrati (come dimostrano le continui stragi in

mare);

* permanenza dei Cie (Centri di identificazione ed espulsione), veri e propri lager per gli

immigrati;

* negazione del diritto di cittadinanza agli immigrati e difficoltà nel conseguire il permesso di

soggiorno;

* ricatti sul lavoro, come dimostra lo schiavismo delle cooperative, in particolare nel settore

della logistica, dove la maggioranza degli impiegati sono immigrati e immigrate;

* differente trattamento salariale tra immigrati e nativi.

Per i disoccupati solo miseria

* Aumenta sempre più la disoccupazione: chi ha perso il lavoro o chi non riesce a trovarlo è

costretto a vivere nella miseria, senza alcuna tutela.

* Rivendichiamo un salario minimo garantito per tutti i disoccupati e tutte le disoccupate!

E il dissenso?

* Il dissenso operaio è soffocato con la violenza! Ricordiamo due esempi recenti tra i tanti: gli

operai dell’Ast (violentemente aggrediti dalla polizia) e i lavoratori e le lavoratrici della

logistica (che hanno subito in questi anni una violenta repressione in occasione di scioperi e

picchetti). Esprimiamo la nostra solidarietà ai lavoratori aggrediti!

* Il disagio sociale è criminalizzato e la marginalizzazione è ignorata!

   L’assemblea respinge il Jobs Act e l’Accordo della Vergogna!

NON ci riconosciamo e siamo culturalmente, idealmente e sindacalmente

distanti da chi li impone e da chi li sottoscrive!

L’accordo della vergogna

Parte centrale dell’attacco del governo e dei padroni è l’accordo vergogna sulla

rappresentanza del 10 gennaio 2014 (siglato da Confindustria, Confcooperative, Cgil, Cisl,

Uil e altri) che tenta di indebolire e cancellare il sindacalismo conflittuale: lo scopo di questo

accordo è quello di eliminare ogni possibile risposta di lotta agli attacchi del governo e dei

padroni, emarginando gli attivisti sindacali combattivi.

L’obiettivo dell´accordo è l’omologazione della democrazia sindacale nelle aziende private,

estendendo il modello “Marchionne”, già in vigore nel gruppo Fiat, a tutte le aziende private.

E’ un accordo liberticida, che cancella i più elementari diritti dei lavoratori a partire dal diritto

di sciopero.

Il Coordinamento No Austerity, le organizzazioni e i singoli attivisti riuniti oggi a Firenze:

* si impegnano a contrastare in maniera unitaria e solidale le vergognose politiche

economiche e del lavoro del governo Renzi;

* si impegnano a continuare la battaglia per i diritti di rappresentanza dei lavoratori, contro il

nuovo vergognoso Testo unico sulla rappresentanza;

* si impegnano a diffondere un vademecum informativo tra i lavoratori sui contenuti

dell’accordo dello Jobs Act e dell´accordo sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014 sulla

limitazione dello sciopero e ad organizzare nei prossimi mesi, su tutto il territorio nazionale,

iniziative unitarie di lotta contro l’accordo della vergogna;

* propongono il sostegno ad ogni azione giuridica, politica e sindacale che abbia l´intendo di

contrastare l’accordo sulle rsu/rsa;

* propongono che la lotta contro l’accordo della vergogna sia inserita in tutte le piattaforme

di rivendicazione di ogni vertenza contrattuale ed in ogni azione di sciopero settoriale o

generale;

* fanno appello a sostenere, costruire e rafforzare la giornata di sciopero generale del 14

novembre al fine di costruire una grande mobilitazione fino a respingere Jobs Act, Legge di

Stabilità, accordo della vergogna, leggi razziste.

Firenze, 8 novembre 2014

Per aderire al coordinamento No Austerity scrivere info@coordinamentonoausterity.org

Riflessioni di Alessandro Zanetti

Carissime e carissimi,
Vi invio una serie di riflessioni sulla lotta in corso contro il Jobs Act, le mobilitazioni
di questi giorni e settimane, in questa battaglia che siamo un po’ obbligati a costruire
insieme… ma ben venga!

Proviamoci, parliamone…

Cordiali saluti a tutti/e
Alessandro

Più che salvarsi l’anima

PRIMO MAGGIO A TORINO

Vedo su FB diverse prese di posizione sugli scontri in via Roma durante il corteo del primo maggio.

Dico la mia perche’ ero li’ e ho partecipato ad un episodio di scontro con la polizia e perche’ mi fanno abbastanza ridere quelli che cliccano due o tre mi piace al giorno  e pensano cosi’ di fare la rivoluzione.

Premessa numero uno: la polizia fa il suo sporco lavoro che e’ quello di  impedire ad una parte del corteo [quella che si autoproclama antagonista]  di arrivare in piazza san Carlo mentre ci sono ancora gli oratori ufficiali che parlano. Non mi ricordo corteo che non l’abbia fatto, quasi sicuramente d’accordo con i sindacati e, ora, con il PD. Polizia al servizio del potere di turno, come da manuale.

Premessa numero due: la parte antagonista non aspetta altro, perche’ vede incarnata nello scontro fisico, pugilistico, con la polizia la sua radicalita’. Non a caso la speaker dal camioncino ribadiva che “la parte piu’ radicale del corteo siamo noi che veniamo caricati dalla polizia” ecc.

Premesse che sono opinioni mie, dunque di poco conto.

Meno confutabili i fatti che seguono:

la ragazza a terra bloccata da due cellerini, che vedete nella foto qui sotto,  viene poi trascinata via da alcuni poliziotti in borghese per essere arrestata. Con due e tre compagni e compagne cerchiamo di  sottrarre la ragazza dalla morsa poliziesca,  circondati da almeno 50/60 compagni/e che scattano istantanee e riprendono con i loro bei telefonini. Seguono una serie di collutazioni con i poliziotti in borghese, che nel frattempo aumentano. Arriviamo, sempre a spintoni e pugni,  in piazza Carlo Alberto dove i poliziotti fanno entrare a forza la ragazza in un cellulare. Una compagna, della mia eta’ o poco meno, si siede davanti al cellulare, lo faccio anch’io. Continuano ad esserci attorno piu’ di 50 compagni/e urlanti, ma sono troppo presi dai loro smartphones e dalle foto da mandare a fidanzate/i  che nessuno si siede con noi due a bloccare il cellulare. Veniamo a forza tolti dai piedi e il cellulare parte con la ragazza.

Ci saranno in circolazione centinaia di foto dell’episodio, il virtuale e FB godono da morire. La ragazza non so che fine abbia fatto.

Claudio Canal

se qualcuno pensa che abbia senso far circolare queste informazioni, lo faccia pure

Intervista sulla Val Chisone – Radio Beckwith / Ursula

Nota. Non abbiamo avuto tempo nemmeno di accennare alle cause macroeconomiche che impediscono all’industria italiana di ritornare competitiva. La principale è il dumping attuato dalla Germania che giocando sull’euro e su una cospicua adozione di bassi salari per i giovani, fa concorrenza agli altri paesi. Molti suggeriscono il rimedio dell’uscita dall’euro e una svalutazione della moneta italiana che riporterebbe in equilibrio i rapporti con l’industria tedesca…
Penso comunque che i problemi della globalizzazione e dell’ambiente vadano al di là della crisi e dell’euro.

rbe.itwww.alpcub.com/2014-03-25-Podcast_tekfor.mp3

19 novembre 1969 – Sciopero nazionale per la casa

Corteo per Pinerolo di 1.500 persone (operai, studenti, cittadini, qualche sacerdote e seminarista) fino alla Riv. Angelo Polastro, Franco Cavanosio, Agostino Vera, Luigi Moine, Giuseppe Bessone, tutti sacerdoti, scriveranno una lettera aperta di appoggio: “I membri del popolo di Dio che camminano nella storia non possono rimanere indifferenti di fronte agli eventi”. Tonino Chiriotti (Fim-Cisl) risponde agli attacchi del preside del “Buniva” don Cavallone: “È penoso assistere allo spettacolo di un prete che senza cognizione di causa sulla condizione operaia alla Riv-Skf si scatena con tanta violenza contro i manifestanti”. Gli studenti si riuniscono in assemblea in piazza Fontana. (cronologia eco)

ACCOGLIAMOLI TUTTI!

I fatti della stagione che giunge al termine Dossier a cura del Comitato Antirazzista Saluzzese

  • Cronologia dei fatti
  • Relazione lavoro
  • Relazione sanitaria
  • Report sportello legale
  • Relazione corso alfabetizzazione

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