Sciopero 18 Aprile 2013


NOTIZIE DAL PRESIDIO DI VALLE

Dura da oltre 35 giorni il presidio di valle presso la Comunità Montana e con la tenda davanti ai cancelli della New Cocot*.
Molte iniziative sono state fatte dalla sera del 30 aprile quando si è deciso di dare un segnale visibile e forte sulla grave situazione che vive l’intera Valle e non solo la New Cocot.

Il Prefetto* ha incontrato le Istituzioni locali che hanno ribadito la gravità della situazione occupazionale, sociale e per il futuro. In queste settimane molti amministratori sono venuti e la sensibilità aumenta. Durante l’incontro con il Prefetto, l’Associazione dei Commercianti ha invitato ad abbassare le serrande ( e questo è un fatto molto importante).

Il Vescovo e il Presidente del Concistoro* hanno portato una lettera di sollecitazione alla Ministra Fornero per la cassa integrazione e i contratti di solidarietà e hanno sensibilizzato tutti nelle iniziative delle rispettive chiese.

Gli insegnanti e gli allievi delle scuole* sono venuti molte volte a incontrare le operaie davanti ai cancelli.

Le lavoratrici e i lavoratori della Tekfor* sono andati ad esporre le loro preoccupazioni all’Amministrazione Comunale di Villar e in testa al corteo c’erano le operaie della New Cocot e questo non succedeva da anni.

Giovedì 7 giugno ci sarà l’incontro a Roma per la cassa integrazione e vedremo se le iniziative di questi giorni hanno avuto effetti positivi.

In ogni caso questi giorni di presidio e di presenza giornaliera hanno ridato vitalità e voglia di fare a un buon numero di operaie New Cocot che da troppo tempo erano in silenzio e dimenticate. Certo non sono la maggioranza ma sappiamo bene come è la storia ….

Si sono finalmente incontrati lavoratori di fabbriche diverse che ormai sindacalmente si muovono ognuno per se stesse.

Si è riaperto un nuovo rapporto con la popolazione e con altri soggetti come i GAS (gruppi d’acquisto solidale), l’Unitre, la Pro Loco, l’ANONIMA CORISTI e altri.

Purtroppo non siamo riusciti a decidere la manifestazione di valle ma sicuramente la faremo.

Insomma sono state settimane importanti.

Noi pensiamo che questo periodo dedicato a “farsi sentire” sia terminato, ma non riteniamo conclusa la presenza del presidio con altre forme, altre tempistiche, perchè il cammino è ancora molto lungo e il lavoro tanto.
Per fare il punto e decidere come proseguire è convocata una

ASSEMBLEA per VENERDI’ 8 GIUGNO ALLE ORE 18 AL PRESIDIO

(Davanti ai cancelli se il tempo è buono, altimenti in Comunità Montana).

Infine per concludere questa prima fase ci sarà un concerto Venerdì 22 giugno ore 21 al Presidio davanti ai cancelli.

Il Presidio di Valle (e tutti quelli che l’hanno sostenuto)

PRIMO MAGGIO IN VAL CHISONE

Non possiamo dire ne’ festa del lavoro, ne’ tantomeno festa delle lavoratrici e dei lavoratori.

La New Cocot è ferma da un anno, nessuno è interessato a continuare l’attività produttiva, a luglio finisce la cassa integrazione e l’azienda ha già richiesto la mobilità, il che vuol dire licenziamento per tutti. FINE DELLA STORIA.
186 PERSONE SENZA LAVORO, SENZA SALARIO, SENZA FUTURO.

La TEKFOR che ha acquistato la OMVP ha fatto nei primi mesi dei proclami sbalorditivi, ma la fabbrica oggi è sull’orlo del collasso.
Come diceva il Poeta, “Nave senza nocchier in gran tempesta”.
La SKF, che aveva “garantito”che avrebbe venduto solo ad un imprenditore vero e intenzionato a dare continuità produttiva allo stabilimento, ORA TACE. Anche noi pensiamo di fare altrettanto?

La Stabilus è CHIUSA DA 3 ANNI, la SACHS-ZF trasferita a Candiolo e ai “TUPIN”, rimane uno stabilimento vuoto: brutta fine per uno stabilimento ex FIAT dove tutta la Valle nel 1984, con gli allora 500 operai, lo difesero per mesi, facendo cambiare idea all’Avvocato.
A fronte di questa gravissima situazione, il Governo dei banchieri e dei “professori” pensa di risolvere tutto togliendo le tutele dell’art.18, allungando a dismisura la vita lavorativa e riducendo drasticamente gli ammortizzatori sociali. Non è necessario essere professori alla Bocconi o all’Università di Torino per verificare cosa succede:
I GIOVANI RESTANO FUORI, SENZA LAVORO E PRECARI.
LE FAMIGLIE CON SALARI E PENSIONI DA FAME STANNO CONSUMANDO IN POCO TEMPO TUTTI I RISPARMI DI UNA VITA.

Il PRIMO MAGGIO deve essere allora un momento di stimolo a non arrendersi, a recuperare il coraggio e la forza di ribellarsi a questo stato di cose, a farsi sentire anche in modo forte. Farsi sentire da tutti quelli che hanno responsabilità istituzionali, che hanno compiti e responsabilità nei confronti delle persone, del territorio e del futuro delle giovani generazioni. Dobbiamo farlo per noi, per i nostri figli, tutti insieme con forza. Non dobbiamo avere timore di disturbare quanti in questi anni erano impegnati a comprarsi ville, barche o gioielli. Li dobbiamo disturbare invece e molto. Come sindacato, pensiamo che oggi sia prioritario REDISTRIBUIRE IL LAVORO ESISTENTE TRA TUTTI, MANTENERE GLI AMMORTIZZATORI SOCIALI E ALLARGARLI AI GIOVANI DISOCCUPATI. Per preparare una risposta a questa situazione vi invitiamo TUTTE e TUTTI

LUNEDI’ 30 APRILE ORE 21 ASSEMBLEA PUBBLICA
presso la sede della COMUNITA’ MONTANA DI PEROSA ARGENTINA.
MARTEDI’ PRIMO MAGGIO a VILLAR PEROSA: ore 10 Chiesa S. Aniceto. Ore 10,30 Corteo. Ore 11 Sociata’ Operaia con gli interventi ufficiali e quest’anno ci sarà l’intervento dell’ALP/Cub.

Direttivo ALP/Cub
Associazione Lavoratori Pinerolesi

A TUTTA LA POPOLAZIONE DELLA VALLE (e anche al resto del Pinerolese)

Il Primo Maggio in Val Chisone è stata finalmente una grande giornata.

E’ stata una grande giornata per le operaie della New Cocot, per le lavoratrici e per i lavoratori delle altre fabbriche e per molti i militanti del pinerolese che sono stati con noi.
La decisione assunta in assemblea di OCCUPARE LA SEDE DELLA COMUNITA’ MONTANA è riuscita finalmente a mettere in evidenza la drammatica situazione della NEW COCOT ferma da un anno, senza prospettive, con la cassa integrazione che finisce a luglio e richiesta di mobilità per tutti e perciò TUTTI LICENZIATI.
Anche altre realtà sono a rischio come la TEKFOR ( azienda che ha acquistato la Omvp di Villar ex SKF). La Stabilus chiusa da tre anni, la Sachs ZF trasferita a Candiolo hanno svuotato la storica fabbrica dei “Tupin”. Ma anche la NN Euroball (ex SKF di Pinerolo) che licenzia, la Annovati, non sono in buone condizioni. Sono a rischio gli stessi dipendenti della Comunità Montana del Pinerolese.
Questa occupazione è stata importante perchè ha rimesso assieme le operaie della New Cocot ferme da troppo tempo, coinvolgendo la popolazione della valle, compresa l’Associazione Commercianti perchè questa crisi comincia a farsi sentire nel drastico calo di consumi.
I primi risultati sono arrivati: Giovedì 3 maggio il Prefetto ha convocato i Sindaci e i sindacati in Prefettura a Torino alle ore 17,30. Chiediamo che a quell’ora tutti quelli che possono si rechino in Comunità Montana a fare sentire la loro presenza così il Prefetto si renderà conto del disagio che vive la nostra valle. Anche i commercianti abbasseranno le serrande dalle 17,30 alle 18 per dimostrare la propria solidarietà.
Questa sera intorno alle ore 20,30 ci sarà ancora un’assemblea per informare dell’incontro con il Prefetto.
Poi nelle prossime settimane bisogna dare continuità alla lotta proseguendo il presidio in Comunità Montana, allargando la partecipazione e pensando ad altre iniziative come la costruzione dello SCIOPERO GENERALE DELLA VAL CHISONE come votato in assemblea e che proporremo a tutte le forze interessate.

PRESIDIO DI VALLE
Presso la Comunità Montana di Perosa Argentina

Ai Lavoratori Taltos

Ci sono state segnalate alcune anomalie da parte di alcuni lavoratori Taltos, quindi riteniamo di dover effettuare qualche riflessione alfine di evitare almeno la solita frase: nessuno ha detto, nessuno ha fatto.

Questa in sintesi la situazione Taltos:

13ma non ancora pagata.
Ritardo nel pagamento dello stipendio di dicembre lasciando senza soldi i lavoratori per le feste di fine anno.
Straordinario: può servire se c’è abbondanza di lavoro, in periodi di vacche magre, è utile solo per dividere i lavoratori.
L’acquisizione da parte del “padrone russo” di una ditta nel torinese (Stramandinoli) che costruisce intelaiature per edilizia e non solo, è senza dubbio finalizzata a creare sinergie e migliorare il prodotto finale oltre a poter fornire un ciclo di lavoro completo (dal progetto al montaggio finale) ma non per questo devono essere i lavoratori a non percepire in tempo il giusto salario.
L’insufficiente impegno sindacale di chi segue dall’esterno i problemi Taltos non ha sicuramente aiutato. Infatti negli anni passati a differenza di quanto avvenuto in molte realtà non si è neanche provato a portare ai lavoratori un po’ di premio di produzione o di risultato che dir si voglia.
Se qualche lavoratore lo desidera inizieremo la vertenza per il recupero della 13ma, intimando all’azienda di pagare oppure si andrà in Tribunale.
Avvertiamo i lavoratori che non è chinando il capo sempre e comunque che si riuscirà a convincere il “russo” a più miti consigli e a fargli pagare il giusto ai lavoratori e nei tempi dovuti.
Il fatto che la Taltos si sia dissociata da Confindustria vuole dire che la linea Marchionne ( più lavoro e flessibilità e meno diritti e salario) sta passando in tutto il paese e quindi anche in Taltos arriverà il tempo di lavorare senza tutele, con ampia libertà di azione per il padrone, che gli è stata concessa da governo e sindacati confederali negli ultimi anni.
E’ nostra intenzione, vista la situazione, individuare strategie per intervenire in tempo prima che sia tardi. Per questo rendiamo pubbliche queste problematiche coinvolgendo la Comunità Montana, le Amministrazioni Comunali di Pinasca e Inverso Pinasca, chiedendo loro di attivarsi per avere una risposta precisa sulla quantità di investimenti, la fine che hanno fatto le nuove linee di lavorazione, i capannoni di cui si era parlato e scritto pubblicamente sull’Eco del Chisone.
Informiamo i lavoratori che le nostre strutture sindacali, l’ufficio vertenze, gli avvocati sono a loro disposizione. Avvertiamo però che i migliori sindacalisti, i migliori avvocati sono loro stessi che devono impegnarsi in prima persona senza delegare tutto ai funzionari sia pur bravi di qualsiasi sindacato.

Collettivo ALP/Cub della Taltos
Direttivo ALP/Cub

Accade in Valsusa

Storie di ordinaria intimidazione (e repressione)

di Simonetta Zandiri

L’ho postato ( come racconto anonimo) su FB alle 11:30, alle 12:30 il racconto aveva già oltre 105 condivisioni… queste storie devono girare e far riflettere, come i decreti che il governo sta preparando per aumentare la pressione (e lo chiamano ancora ordine pubblico?).
Non dobbiamo sicuramente farci fermare dalla “paura”, ma valutare lo scenario futuro, perché sarà un lungo inverno…

Qui la nota su FB, grazie per il contributo, Emanuela!

Simonetta

Comunicato Stampa dalla valle che resiste e non si arrende – 24 ottobre 2011

PIENO SUCCESSO DELLA MANIFESTAZIONE NO TAV “DIAMOCI UN TAGLIO”

NONOSTANTE LA CRESCENTE MILITARIZZAZIONE DELLA VALLE DI SUSA, MIGLIAIA DI MANIFESTANTI HANNO RAGGIUNTO IERI IL PRESIDIO NO TAV DELLA VAL CLAREA A POCHI METRI DALLE RETI DEL CANTIERE CE NON C’È (*1)

Alla fine è andata come deciso, come peraltro è sempre accaduto nella storia del Movimento No TAV di questi 20 anni. Diamoci un taglio è stata un’iniziativa pensata, discussa, condivisa da tutte le anime del movimento No TAV che ieri ha partecipato in massa (oltre 15.000 i partecipanti) con la consapevolezza e la determinazione che la Valle di Susa sa metterci.
La tanto attesa notizia della presenza di black bloc, di scontri con la polizia, di tafferugli è andata delusa. E’ stata invece realizzata una giornata di lotta che ha saputo infrangere i divieti con un’azione di disobbedienza civile di massa, senza timori nonostante l’esibizione muscolare della Prefettura, le parole di Maroni e tutto il polverone mediatico alzato verso la Valle Susa dopo i fatti di Roma del 15 ottobre.
Quella che era stata definita zona rossa è stata invasa da migliaia di cittadini dimostrando la volontà di una popolazione che non si fa piegare dai diktat della casta e della lobby del tav.
E’ vero, le reti del cantiere che non c’è non sono state tagliate: è stato deciso che il superamento degli sbarramenti delle forze dell’ordine era l’obiettivo della giornata, dimostrando che il territorio è nostro alleato e non si può rinchiudere una montagna tra recinzioni e manganelli.
Nessun merito hanno avuto Prefettura, Questura, politici che si fregiano invece nei loro comunicati stampa di aver saputo controllare il territorio.
Noi non avevamo dubbi, denunciamo anzi l’asfissiante controllo ai caselli della tangenziale e nelle strade della valle, sintomo chiaro della militarizzazione che avanza (*2). Non ci abitueremo mai al peggio e contrasteremo la presenza dei militari in atto sempre e in ogni sede perché illegittima.
Il successo è tutto nostro, di tutto il popolo No TAV, al quale non si può che augurare lunga vita !
Ringraziamo il popolo della Valle Susa e tutti quelli da ogni parte del nostro paese e da vari paesi del mondo da anni ci sostengono, tutti insieme siamo parte di questo grande movimento popolare e insieme continueremo la lotta per impedire il tav e cacciare le truppe di occupazione.

(1) Quest’area viene definita il “cantiere che non c’è” perché non è possibile definire cantiere l’area attualmente recintata nel la località La Maddalena di Chiomonte da nessun punto di vista tecnico amministrativo. Si tratta semplicemente di un terreno trasformato in caserma, il costo degli enormi i lavori di recinzione di tipo militare finora realizzati non potrà neppure essere addebitato all’Unione Europea, co-finanziatrice dello scavo del tunnel geognostico.
(2) Cfr. Art. 108 bozza provvisoria del Decreto Legge di Sviluppo del 24 ottobre 2011